Morzine

condividi il post
Share

Spartan Race Morzine

di Giovanni LoGrande

Il week end del 1/2 luglio c’erano gli Europei OCR in Olanda, ma io non ci sono potuto andare perché mi sono deciso troppo tardi a fare l’iscrizione ed era sold out quindi dovevo placare il rammarico con una gara dura per sfogarmi, e l’ho fatto

Spartan Race Morzine distanza beast, sabato mattina partenza ore 9 batteria Elite

Morzine è bellissima ,circondata da bellissime montagne.
si intuiva che il percorso gara sarebbe stato, come ci avevano detto altri ragazzi che erano venuti l’anno scorso.

Già prima della partenza ha iniziato a piovere come tutta la notte precedente, temperatura minima 9 gradi, massima 12,
il percorso era di 24 km con 1500m di dislivello positivo e nel mezzo trenta ostacoli da superare.

Il primo tratto del percorso consisteva di  correre contro corrente ,centinaia di metri nel  fiume ,bello pieno dalle piogge della notte, con acqua gelida, uno spacca caviglie.

Poi i primi muri ,e tronchi da saltare dentro il paese, arrivo alla slackline, la sbaglio e via con i primi 30 burpees, riparto e inizio ad uscire dal paese e imbocco la salita. Piano piano inizio a salire su per il bosco parallelo alla ovovia ,e le pendenze si iniziano a sentire ,poi primo trasporto la catena per me pesantissima, per la mia piccola statura, da fare un anello con un bel tratto in salita, devo dire bello duro, poi sempre qualche muro da saltare, filo spinato in salita con sassi e fango ,equilibrio lungo sui tronchi ,trasporto della palla di cemento e trasporto del sacco di sabbia che cominciava in discesa. Poi ritorno in salita che non finiva mai. L’olympus, una parete inclinata con delle prese da arrampicata, catene e buchi da passare lateralmente fatto per la prima volta superato durando parecchia fatica, ma ci sono riuscito.

Poi continuando a salire sono arrivato in un lago a circa 1600 m di altezza, posto stupendo con le mucche che pascolavano, e ho fatto il giro del lago con trasporto del tronco e ad un certo punto mi hanno fatto entrare e fare un tratto in acqua con il tronco, dopo di questo è iniziato il calvario per arrivare sulla cresta della montagna. Alzando la testa verso la cima della montagna si vedeva una fila di cadaveri  che stavano salendo lentamente, tanti di questi erano quelli della Ultra che dovevano fare due giri di tutto quello che stavo facendo io ,roba da pazzi; i primi l’hanno chiusa in 8:43′, buona parte si è ritirata per la durezza del percorso!

La salita era piena di fango, difficile da salire, via via che salivo pioveva e faceva freddo, ma lo scenario intorno era bellissimo, peccato non avere avuto il telefono per fare delle foto. Sono delle emozioni che rimangono dentro .
Arrivato in cima c’era una muro di rete da passare e poi giù in discesa che per una buona parte del tratto iniziale era quasi impossibile stare in piedi per via dei sassi  e l’erba pieni di fango.

Lungo la discesa c’era da fare il tiro del copertone, per me faticosissimo. Poi il muro da stare in equilibrio sopra i quadratini di legno e giù sempre in discesa con dei passaggi fuori dai sentieri che dalla pendenza e il fango li facevo scivolando con il sedere per terra. Ad un certo punto vedo dei ragazzi che trasportavano il secchio con i sassi, da me temuto, che tanto per renderlo più duro ci hanno fatto passare dentro il fiume con la forte corrente  e i ciottoli che si trovavano dentro da superare. Poi corda da salire. Ad un certo punto sono arrivato in una cascata d’acqua, con una bella potenza e corrente che portava via  mi sono tuffato in acqua ho attraversato un piccolo tratto e mi sono attaccato ad una rete che c’era su un muro da l’altra parte e sono salito sopra.

Gli ultimi 3km

Erano rimasti gli ultimi 3 km alla fine, dentro di me pensavo “sto rientrando in paese non ci sarà più niente di difficile”, invece, arrivato in paese, tanto per cambiare, ci hanno ributtato nel fiume e ci hanno fare un altro lungo tratto dentro. E di nuovo le gambe ghiacciate!

Fino a quel punto  era andata bene con burpees ne avevo fatti solo 30, mi rimaneva da fare solo il giavellotto e il multirig, ma c’era anche il memory code, un codice con numeri e una parola da ricordare che avevamo letto all’inizio della gara ,e da dire ad un marshall. Se uno sbagliava codice doveva fare 30 burpees (io ho sbagliato e me li sono fatti). Sono arrivato al giavellotto. Anche lì ho sbagliato. E di nuovo altri 30 burpees.

Poi piccolo attraversamento di fiume da parte a parte; mi sono ritrovato davanti all’ultimo ostacolo il multirig, cerco di asciugarmi le mani nella paglia, monto sopra la balla e inizio ad arrampicarmi. Sento subito che per via della pioggia era scivoloso e tecnicamente non lo potevo fare, quindi, decido di farlo di forza.

C’erano i miei compagni in questa avventure (Simone Spirito nono classificato e Luca Pescollderung terzo classificato) che erano arrivati molto prima di me e mi incitavano. Stringo i denti e riesco a suonare la campana. I ragazzi mi hanno poi detto che i primi 10 arrivati, di cui 2 di loro non erano riusciti a superarlo e solo in pochi atleti in tutta la gara ci sono riusciti. Piccola cosa ma grande soddisfazione per me.

 

A quel punto si corre verso l’arrivo!

Fine della gara e della fatica durata 4h 38′

Che dire, Morzine e tutto quello che lo circonda è bellissimo.

condividi il post
Share

Potrebbe anche interessarti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com