Reebok Spartan Race a Malpensa

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Finalmente una SPRINT

Sole, cuore, amore

Dammi tre parole diceva la canzone tormentone dell’estate qualche anno fa.

Ecco, sono state le stesse tre parole che ci sono risuonate in testa sugli 8 km della Reebok Spartan Race del 10 giugno al Crossodromo del Ciglione.

Cuore

Cosa può portare 4565 persone apparentemente normali a correre una corsa nel fango e a trasportare sotto un sole cocente pesi che nemmeno all’IKEA saremmo disposti a sollevare?

Che cosa trasforma una donna da ufficio in una guerriera determinata a non mollare un centimetro di quella catena ferrosa e noiosa che porta sulle spalle fino in cima alla salita?

Sappiamo bene la risposta, la soddisfazione di arrivare in fondo, nonostante tutto  e poter dire a se stessi (e su profilo social) ce l’ho fatta.

Sono stata più forte delle mie paure, delle mie fatiche e del disagio che mi crea stare fangosa e sporca. Oggi sono migliore di ieri. E l’ho dimostrato.

Ci ho messo il cuore.

Sole

Non c’è che dire, il vero protagonista è stato il caldo. La arena di terra battuta del Crossodromo ardeva sotto i raggi di un sole che di solito (ok, una volta, anni fa…) si presentava solo a fine luglio. Oggi non si sa più quando farà caldo o quando nevicherà. Certo, parliamo delle batterie open, non certo delle Elite che forse alle 9.30 hanno patito un po’ meno…

Gli ostacoli poi, non sono mancati. Se non abbiamo errato il conteggio erano oltre 25 (dipende da come contate le sequenze di muri, ndr). Oltre un terzo erano di forza (palla di cemento, tronco di legno, sacco di sabbia, catena, ribaltamento gomme, trascinamento slitta, trascinamento blocco ferro). Non molto divertenti ma sicuramente faticosi. I grandi classici come la corda (quella coi nodi è per le donne…), i muri, il filo spinato e il fango non sono mancati.

Sono mancati gli ostacoli più tecnici (solo una Multibar e un Olympus) che fanno la fortuna di altre OCR e che mettessero alla prova le abilità dei concorrenti oltre alla loro forza bruta. Ma questa è Reebok Spartan Race.

Spartan Milano MXP

"Se non ti arrampichi, non puoi cadere. Ma vivere tutta la vita sul terreno non ti darà gioia."Complimenti Spartans, avete combattuto e avete conquistato la gloria!AROO#spartanmilan #spartanitaly

Posted by Spartan Race on Sunday, June 11, 2017

Amore

Al solito moltissimi i gesti di amore durante la corsa. Amore ai tempi della Reebok Spartan Race è saltare il fuoco mano nella mano, tendere una mano durante le salite, baciarsi alla tenda del fotografo dopo l’arrivo, baciarsi fangosi prima dell’arrivo, spiegare ad uno sconosciuto come si può superare un muro di 10 piedi, complimentarsi con una atleta che ti supera in salita con la catena al collo, gridare “dai forza” a chi sta per mollare la presa alla Monkey Bar o stringere i piedi di un compagno (esausto) attorno alla corda per farlo arrivare a toccare la campanella.

Si tratta del Karma del fango, più dai più ricevi…

La gara

Come al solito ricordiamo che c’è stata anche una gara, vera e propria. Davvero, anche se non si vince molto. La prima batteria infatti è composta dai cosiddetti ELITE che corrono regolarmente e si sfidano a chi arriva prima. Ben riassunta dal video a loro dedicato.

 

Spartan Milan MXP : Elite heat

SPARTAN MILAN MXP : Elite heatRivivi l'emozione insieme a noi

Posted by Spartan Race on Saturday, June 10, 2017

Le donne del podio sono sono state la francese Angelique Chetaneau, la svizzera Romina Sangiacomo e Federica Cerutti prima delle italiane.

Per gli uomini invece a trionfare è stato l’immarcescibile Eugenio Bianchi, seguito a ruota da Stefano Colombo e da Luca Pescollderungg che difendeva i colori di casa del Reebok OCR Team.

Il gradino più alto del podio per i team è andato come a Orte al Team Reebok OCR Italy

Un plauso particolare ai volontari (12ore sotto il sole, quella si che è una prova estrema) e ai Marshall, sempre attenti e disponibili. Notiamo con piacere che molti poi erano anche giudici della Federazione Italiana OCR, insomma anche gli Spartani vanno sul sicuro…

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