Lacrime, sudore e sangue

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TOUGH GUY
THE ORIGINAL since 1987

The most brutal OCR on the planet!

 

Blood, Sweat end Tears…. Questo hanno scritto sulle magliette lo staff della Tough Guy, ti fa capire che qui non si scherza, qui si è fatta la storia delle OCR, qui è dove è nata tutto 30 anni fa da un idea di Mr Mouse The Father of OCR.

Chi partecipa ad una qualsiasi mudrun o OCR deve sapere che fu Lui , su questo campo a, a creare questa disciplina nel 1987! Il resto è solo una naturale evoluzione.

Arrivando a Perton nello Staffordshire (UK) per fare la registrazione e firmare la dichiarazione che il tuo corpo appartiene alla Tough Guysi perché per la durata della gara lo scarico di responsabilità è totale (High Risk!Your Risk!Your Choice) ,gli ostacoli del Killing Field sono lì ad accoglierti con il loro inconfondibile stile; sembrano essere stati trasportati dal set di MADMAX, pali di legno enormi, corde, pneumatici e reti.. nulla di più per creare un mix di innumerevoli ostacoli studiati per far venire a galla paure ataviche come claustrofobia, acrofobia, pirofobia oltre a questo le avvertenze indicano un’alta possibilità di ipotermia (la permanenza media in acqua gelida è di 22 min, l’ipotermia sopraggiunge in 60’’ consecutivi) .

Il tracciato si sviluppa su 15 km all’interno della proprietà di MR Mouse dando la possibilità all’organizzazione di mantenere gli ostacoli fissi, da google earth potete vederne alcuni …

 

La gara è dura ma non impossibile se si prepara con adeguato anticipo e senza sottovalutare nulla, quest’anno ho visto chiuderla ad un ragazzo con una doppia frattura al piede destro e ad uno che il piede non poteva romperselo perché non aveva la gamba dal ginocchio in giù! Tough Guys!

Per essere pronti ad un evento così impegnativo (ma pronti veramente non lo ci si sente mai) mi sono dedicato al CrossFit Endurance, purtroppo un infortunio non mi ha permesso una buona preparazione nella corsa ma avevo la sufficienza per chiudere dignitosamente quest’edizione.

L’aclimatamento termico è un importante aspetto da tenere a mente , io ho seguito dei semplici accorgimenti già testati: coprirsi il minimo indispensabile durante i mesi precedenti la gara (il piumino è due anni che fa solo mezza stagione), docce non fredde ma al limite dell’imprecazione e corse che prevedono tratti in acqua, ho la fortuna di abitare in una zona dove i canali d’irrigazione non mancano. Questi sono sacrifici che fanno parte della gara non sottovalutateli, l’acqua gelida è un’amica che troverete spesso durante la Tough Guy.

L’abbigliamento per questa mia terza edizione (dopo The Original 2015 e Nettle Warrior 2014) mi è stato indicato da veri veterani della Tough Guy i ragazzi della CBS . Il maestro Bertolazzi mi ha consigliato calzari da sub bucati ad oc per far fuoriuscire l’acqua, guanti invernali da ciclismo tutto in neoprene e cuffia da piscina utilissima per affrontare l’underwater tunnel. Consigli ovviamente efficaci da chi le Tough Guy le corre da tempo a petto nudo! La scelta del resto dell’ abbigliamento è ricaduto su pantaloni termici Asics, shirt termica UnderArmour e scarpe Inov8 , promossi a pieni voti tutti.

La gara è alle 11 ma io e Mauro siamo già in piedi dalle 7 , la tensione è sempre alta e io non ho fatto una bella notata, lo stomaco è sotto sopra dalla sera prima! Non una è buona cosa prima di una gara, do colpa alla tensione….

Colazione fatta e siamo in macchina verso la nostra “espiazione dei peccati” così ci piace ironizzare. File di macchine , cartelli stradali ufficiali che indicano strade alternative per il traffico , un parcheggio che è un intero fianco di una collina , riservisti dell’esercito che ti fanno parcheggiare con rigore miltare rendono un po’ l’idea della portata di quest’evento sportivo.

Ci cambiamo nelle stalle della tenuta che per l’occasione fanno da spogliatoi,docce e deposito bagagli; qui non c’è spazio per i fronzoli.

Siamo sulla collina che sarà la linea di partenza , corree a freddo in discesa sul prato bagnato tutti insieme la dice lunga sullo stile della gara. La temperatura percepita grazie al vento è di 2 gradi ma almeno l’acqua non si è ghiacciata! Intorno a me vedo gente vestita da cameriere.. da banana ..da Wolverine, gli inglesi prendono le mudrun un po’ come il carnevale, mi adatto … Arriva Mr Mouse con il suo kilt a presenziare l’apertura delle danze, Boooomm il cannone dello start è puntualissimo adesso l’unica uscita contemplata è il traguardo, go!

Si corre a tuono senza pensare a tutto quello che bisogna affrontare più avanti, guadagnare posizioni ora è fondamentale per evitare che la fila agli ostacoli possa aiutare l’ipotermia ad avere la meglio. I primi 7/8 km sono di corsa su terreno fangoso con ostacoli tecnicamente semplici, cavalletti da saltare, le prime pozze d’acqua gelida, la prima scossa elettrica che mi fa sentire il suo vigore sul gluteo destro!

 

Si prosegue con il Rabbit Hill… su e giù da un fianco di una collina, l’inclinazione è in progressione fino a quasi arrampicarsi, la fatica lavora su gambe e testa non sai mai quante volte Mr Mouse ha deciso di farti trottare e il mio stomaco non regge, rimetto e non sarà l’ultima volta durante questa gara è chiaro gastroenterite ora l’obbiettivo non è essere veloci ma riuscire a chiudere… queste cose non le puoi prevedere ma fanno tanto inc***are…

Siamo all’ingresso del “BIG Bear Wood” , ed è davvero BIG! Già era pesante senza l’aggettivo… si entra in questo bosco disseminato di fango reti a terra e muri di 2,5 metri, il percorso al suo interno è studiato per darti l’illusione di aver finito.. e invece no da qui non si esce facilmente! In un attimo ci attende Il The Tiger qui il rischio di finire giù da 12 metri d’altezza è concreto..Segue il Gurkha Grand National un canale scavato nell’argilla da attraversare perpendicolarmente un numero di volte infinito, sempre solito schema , qui gli ostacoli puntano a stancarti “dentro”.

E ora il Killing Field! La Walt Disney Park che ogni mudrunner sogna … nei suoi incubi! 21 gruppi di ostacoli uno dopo l’altro, senza fiato senza troppo starci a pensare, a volte e meglio così. L’underwater tunnel è il più temuto, 5 immersioni complete , l’anno scorso ho perso quasi i sensi, quest’anno ho la cuffia da piscina che mi aiuta. Seguono il Dragon Lagoon superato indenne grazie alla dritta di Mauro, “vai in over head squat!”. Il trampolino con tuffo da 4 metri e come al solito l’immersione rapida in acqua ti porta le pulsazioni oltre il limite e la respirazione a palla, cerco di controllarla per non andare in iperventilazione e rischiare grosso, il cuore non gradisce altissimi bpm e troppa aria da gestire! Si tiene duro e si ci dà supporto con gli atri concorrenti alcuni dei quali corrono mezzi nudi !

Continuo a ripetermi “TOUGHNESS IS IN THE SOUL NOT IN THE MUSCLES”. Sono alla Torture Camber, qui se non sai che puoi essere claustrofobico lo scopri, mi infilo in una sorta di capanno che diventa sempre più basso e buio disseminato di pali che pendono dal soffitto, il buio provoca strane reazioni nelle persone! In fondo c’è la via d’uscita, dei tubi in cemento di 50 cm di diametro dei quali non si vede la fine, il cemento gelido sulla schiena non è gradevolissimo e poi io sono fortunato nella mio tubo c’è anche un rigagnolo d’acqua che passa lungo la schiena! Affronto il resto degli ostacoli con i muscoli e i tendini delle gambe che ormai non riesco più a controllare colpa del freddo!

Ho l’agilità di pinocchio.. sono imbarazzato da tanta goffaggine ma se uso i polpacci da soli i crampi continueranno e non andrò da nessuna parte.

Affronto l’ultimo ostacolo attraversando lo stagno che mi separa dalla medaglia d’ottone che tanto bramo, c’è Mauro che mi sta aspettando, come al solito ha finito prima è si pure cambiato!

Ho finito nonostante la disidratazione e lo stomaco decisamente sottosopra ho chiuso!

Ricevo la mia meritata medaglia e mi commuovo pensando alla mia bimba e a mia moglie che mi aspettano a casa… Adesso the caldo e cambiarsi rapidamente, sulla paglia della stalla ci si scambia sguardi di intesa con chi ha passato il tuo stesso inferno…

Mi piacerebbe vedere il podio con un atleta Italiano, ehi, parlo con te so che lo puoi fare, il freddo è relativo se la chiudi con i tuoi tempi! Intanto Mauro ha chiuso in 102 posizione , primo tra gli italiani.

La voglia di rivalsa è enorme. Ho idea che rivedrò i baffi di Mr Mouse molto presto…

Fabrizio Magrini

ECCO UNA GALLERIA DI FOTO

 

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